Massimo Numa – LaStampa
Gioacchino Cuntrò è il segretario provinciale del Pd. E’ stato informato immediatamente, ieri notte, dell’ennesimo attacco anarchico ai danni di una sezione.
Segretario, cosa sta succedendo?
«Credo che si stata un’accellerazione dopo l’incidente avvenuto al Comitato Bresso. Questi soggetti violenti hanno preso di mira le nostre sezioni in modo ormai sistematico. Il vero pericolo è che, durante queste incursioni, qualcuno si faccia male. Un incidente fortuito o una reazione non prevedibile ma tutto sommato comprensibile. Ecco, noi vorremmo continuare a fare politica in un’atmosfera serena, senza che i nostri militanti debbano trovarsi in situazioni di pericolo».
In che modo pensa di tutelare le sezioni? Si era parlato, ai tempi dell’attacco in via Cervino, di un presidio continuo dei militanti.
«Non vorremmo certe essere costretti a dover difendere, noi, le nostre sezioni. Nè intendiamo ridurne l’attività o a chiuderle. Anzi. Il problema è che dev’essere lo Stato a tutelare in modo efficace le sedi dei partiti, a questo punto questa situazione rischia di danneggiare la nostra campagna elettorale, è un momento delicato, ci sono le elezioni vicine. I militanti e i simpatizzanti devono potere frequentare le sezioni in piena sicurezza».
Come intende procedere?
«Ho chiesto un incontro urgente con il questore di Torino, Aldo Faraoni per affrontare in modo diretto la situazione. Mi aspetto dalle forze dell’ordine una risposta concreta, poi mi rivolgerò anche al prefetto. L’unico dato certo è che questa situazione deve finire, non possiamo tollerare che questi gruppi di anarchici continuino a spadroneggiare. Si sono saldati, assieme, più pretesti per queste campagne all’insegna di violenza e intolleranza. Da una parte la lotta alla Tav, poi le case sgomberate, le questioni legate all’immigrazione, sono temi diversi ma eguale il modo di procedere. Ci aspettiamo un aiuto concreto dalle istituzioni. E subito»