Gentilissimo Dottor Griseri,
condividiamo le sue critiche verso quelle frange del movimento No Tav che hanno assaltato le forze dell’ordine dislocate in Valle di Susa a difendere i cantieri. Già dover usare la parola “difendere” ci riempie di sgomento. Le posizioni del Partito Democratico sono da sempre chiare ed univoche. Sì alla Tav, elemento centrale dell’azione politica nazionale e regionale, connessione economica e sociale con l’Europa intera, rivoluzione rispetto al tradizionale sistema di trasporto. Sì a coinvolgere seriamente e in modo costruttivo con processi di democrazia partecipata la popolazione del Piemonte intero e della Valle nel definire la realizzazione delle opere affinché il terriotrio non sia penalizzato, ma anzi tragga dall’Alta Velocità possibilità di crescita e sviluppo. Sì alla possibilità per ognuno di manifestasre il proprio dissenso pacificamente, come garantito dalla nostra bistrattata Costituzione. No alla violenza, no alla negazione della democrazia, no alla sopraffazione della maggioranza da parte di minoranze che dalla loro hanno solo l’uso della forza e della prepotenza. Il Pd è solidale con i lavoratori dei cantieri aggrediti, con gli uomini delle forze dell’ordine, con gli imprenditori oggetto di minacce. Sono però sicuro che, come la maggioranza del Paese e del Piemonte è favorevole alla Tav, così la grandissima maggioranza dei No Tav sia rispettosa dei principi democratici e, pur manifestando liberamente, mai si sia lasciata andare a sassaiole. Gesti invece tipici dell’antagonismo torinese, che la magistratura ha negli scorsi giorni colpito duramente. Credo infatti che solo pochissimi facinorosi condividano le parole di Perino “se le forze dell’ordine pensano di venir qui in trasferta pagata senza essere disturbati si sbagliano”. A Plano diciamo che, invece di richiedere di fermare i carotaggi, sarebbe meglio fermare i provocatori che attaccano le forze dell’ordine, i lavoratori, la democrazia. Come Pd abbiamo chiarito che Plano non rappresenta il partito. In qualità di Presidente della Comunità montana siamo certi che farà sentire la sua voce per dichiarare che la Comunità della Valle, nel rispetto del dissenso esistente e democraticamente legittimo, è schierata invece compatta per richiedere il rispetto delle persone che in Val di Susa stanno lavorando e della loro incolumità fisica e morale, il rispetto delle regole democratiche.






